martedì 13 febbraio 2018

Divulgazione scientifica: non è che stiamo sbagliando tutto?

Di mestiere faccio il ricercatore in fisica, e nel tempo libero mi interesso anche di divulgazione scientifica. Faccio conferenze, incontri con le scuole, e attività perfino con i bambini. E poi c'è questo blog, dove mi diverto a parlare di scienza e argomenti correlati. 

Questa premessa è doverosa per dire che credo che la divulgazione scientifica sia importante. Credo che sia giusto cercare di spiegare la scienza in un modo che sia comprensibile, e di coinvolgere il pubblico, dato che sono convinto che la scienza sia tra le cose più belle e grandiose che l'essere umano sappia fare, tra  le poche cose che ci caratterizzano e ci distinguono rispetto a tutte le altre specie viventi.

Credo anche che una conoscenza maggiormente diffusa della scienza e del suo modo di procedere, di affrontare le questioni, dei suoi punti di forza e anche dei suoi limiti, possano contribuire a rendere migliore la società.

Infine credo nell'importanza della divulgazione scientifica anche perché è grazie a una conferenza scientifica di tipo divulgativo, del tipo di quelle che mi capita di fare per gli studenti, che anni fa decisi di studiare fisica all'università. Quella conferenza aveva toccato le corde giuste, portando alla luce un interesse che non avevo capito di avere.

E quindi guardo con favore la tendenza delle università e degli enti di ricerca a investire sempre più sulla comunicazione e sulla divulgazione della scienza.

Però ogni tanto mi chiedo se in realtà non stiamo ottenendo il risultato opposto a quello che vorremmo ottenere. Mi chiedo se non stiamo sbagliando tutto.

Me lo chiedo quando vedo nascere comitati di cittadini che credono di avere le competenze per discutere di virus e batteri in base alle due pagine web che hanno letto.

Me lo chiedo quando vedo genitori che straparlano sul funzionamento del sistema immunitario, e che sono convinti che il tetano si previene non con l'antitetanica, ma giocando per terra in giardino.

Me lo chiedo quando passo davanti al reparto "medicine alternative" in libreria, dove pullulano libri sulle teorie più astruse, tutte che millantano la loro (inesistente) scientificità.

Me lo chiedo quando leggo che gente priva di qualunque competenza sentenzia su un esperimento per lo studio dei neutrini, confondendo radioattività con reazioni nucleari.

Me lo chiedo quando leggo di gente che crede che un elettricista in pensione sia capace, l'unico al mondo, di prevedere i terremoti.

Me lo chiedo quando leggo che mirabolanti scoperte scientifiche che risolverebbero i problemi del mondo ci sono tenute segrete dagli stessi scienziati.

Me lo chiedo quando vedo programmi tv proporre dibattiti su argomenti scientifici nei quali allo scienziato è anteposto un disk jokey e una presentatrice televisiva.

Me lo chiedo quando di fronte a un'epidemia di un parassita che uccide migliaia gli ulivi si dà fiducia a un giudice, un amministratore locale o un sedicente esperto, invece che a team internazionali di scienziati del campo.

Me lo chiedo di fronte al dilagare del termine "quantico" usato per sdoganare qualunque puttanata: la mente quantica, la guarigione quantica, la dieta quantica, la medicina quantica, la psicologia quantica, il tutto perfino con la convinzione di dare un contributo alla conoscenza scientifica.

Me lo chiedo di fronte a gente che crede alle cose più incredibili e prive di senso, dalle scie chimiche fino alla terra piatta (solo qualche anno fa, in una conferenza scientifica, dissi, per fare l'esempio di una cosa inconcepibilmente assurda: "è come se uno credesse che la terra sia piatta")

Mi chiedo se tutta questa deriva ascientifica non sia (anche) il risultato della banalizzazione con cui a volte viene presentata la scienza, nel continuo tentativo di raggiungere il pubblico più vasto possibile tramite le fiere della scienza, i teatrini per grandi e piccini, il gioco dell'oca col Bosone di Higgs, i trenini umani per spiegare gli acceleratori di particelle, e i ricercatori che fanno i razzi con le Menthos nella Coca Cola.

Mi chiedo se questa diffusa e dilagante inconsapevolezza di essere ignoranti su una materia sulla quale invece è assolutamente normale essere ignoranti non sia, alla fine, il risultato di una divulgazione che mira a stupire invece che spiegare, a prediligere ciò che colpisce l'immaginazione rispetto ai contenuti.

Mi chiedo se questo tentativo di far apparire la scienza a portata di tutti non abbia contribuito a convincere la gente che la scienza sia realmente a portata di tutti, e che quindi basti un click o la lettura di un libro di Rovelli per poter essere non dico scienziati, ma comunque capaci di dialogare alla pari con gli scienziati.

E soprattutto mi chiedo se questa semplificazione della scienza, questo voler farla apparire a tutti i costi piacevole e divertente, non abbia alla fine instillato l'idea che l'approfondimento, lo studio, gli anni di lavoro, il "mazzo tanto" non siano poi in fondo così determinanti per diventare esperti di virus, di buchi neri, di meccanica quantistica, di sismologia o di oncologia.

Nonostante continui a fare attività di divulgazione scientifica, questi dubbi mi vengono sempre più spesso.

domenica 4 febbraio 2018

Perché 1 è diverso da 1,000000

  
In aritmetica 1 è uguale a 1,000000. Se aggiungessi centomila zeri dopo la virgola, resterebbe sempre uguale a 1. In fisica invece no.

Affermare che un tavolo sia largo 1,000000 metri e non 1 metro, significa infatti avere la piena conoscenza del fatto che esso è esattamente 1 metro fino alla precisione di sei zeri dopo la virgola, cioè un micron. Non solo, ma vuol dire anche che oltre la precisione di un micron non ho controllo di quanto sia largo il tavolo, che magari potrebbe essere 1,0000002 m o 1,00000047 m.

Il tutto nasce dall'abitudine prettamente scientifica di quantificare l'incertezza con la quale si misura una certa quantità, che sia una lunghezza, una temperatura, una velocità, etc. Incertezza che dipende tipicamente dalla tecnica di misura e dallo strumento usato.


Ad esempio la massa dell'elettrone vale, secondo le misure più recenti,  9,109 383 56(16) × 10−31 Kg. Quel 16 tra parentesi dopo 8 cifre decimali significative vuol dire che sulle ultime due cifre decimali c'è un incertezza di +/- 16. Una lista accurata della misura delle costanti fondamentali in fisica, tipicamente le quantità meglio misurate in assoluto, con le relative incertezze, la trovate ad esempio qui.

Questa storia delle cifre decimali significative e dell'errore si insegna alla prima lezione di laboratorio il primo anno di università, ma in genere la si conosce (o la si dovrebbe conoscere) già dalle superiori. Però poi trovi in giro gente che si presenta come scienziato, e questa cosa, che è alla base di qualunque sperimentazione, non la conosce proprio.

E' il caso di un'azienda che mette in vendita una placchetta di metallo che, stando alle specifiche, dovrebbe avere proprietà incredibili: migliora le performance atletiche, facilita il recupero dopo lo sforzo, migliora l'equilibrio e, già che ci siamo, protegge dalle onde elettromagnetiche, che non guasta mai. Tanto, cazzata più cazzata meno, chi vuoi che controlli.  Il tutto supportato da una lista di medici, a certificarne la validità scientifica.

La placchetta, grande quanto una moneta da 10 centesimi di euro, ha un prezzo variabile che va dai 40-60 euro nella versione base, fino alla versione "professionale" che costa ben più di 100 euro. La puoi mettere infilata nel taschino della maglietta, al polso in un apposito bracciale, o perfino nelle suolette delle scarpe. Magari poi ti vengono vesciche grandi come uova al tegamino, ma su questa possibilità l'opuscolo informativo tace.

La si può ordinare in rete, ma si trova anche in negozi di articoli sportivi e perfino in farmacia. E sui forum degli sportivi si trovano commenti molto scettici (meno male!) ma anche del tipo: "Ho fatto il Passo della Raticosa e le gambe sembravano andare da sole!" E poi frasi illuminanti del tipo "Questo sì che funziona, mica come quell'altro (il braccialetto dell'equilibrio, che era disponibile anche nella versione cinese per chi non voleva spendere 30 euro), che costava poco!". Capito la furbizia? Te lo faccio pagare una cifra non esagerata da non potertelo permettere, ma sufficientemente alta da farti credere che dietro ci sia del lavoro, della ricerca.

Dal sito che vende il prodotto è scaricabile anche un malloppo in pdf di un centinaio di pagine, che dovrebbe certificare gli studi scientifici che ci stanno dietro. Tralascio la parte su come avrebbe dovuto funzionare questo oggetto, perché ci sarebbe molto (troppo) da dire, e mi concentro su un aspetto che ha a che fare con il titolo di questo articolo.

Per verificare la capacità di questa placchetta metallica di migliorare l'equilibrio, i fini sperimentatori facevano questo test: davano a un "atleta" la placchetta, mettendogliela addosso, al polso o non si specifica dove, e poi lo piazzavano su una pedana stabilometrica. A quel punto lo scuotevano dandogli una spinta, e verificavano quale era lo spostamento medio del baricentro del tipo. Poi gli toglievano la placchetta, gli ridavano una spinta (perfettamente identica?), rifacevano la misura, e confrontavano. 

Punto. Finito. Niente altro. Il test era tutto qui. E ovviamente in tutti i casi veniva fuori dalle loro raffinate misure che con la placchetta addosso l'equilibrio era migliore, e il baricentro del tipo si spostava mediamente di meno.

Bello eh? Questa è scienza ai massimi livelli!

Ma la cosa veramente divertente è il risultato delle misure. Perché i nostri scienziati si premuravano ovviamente di mettere anche i risultati delle loro misure! Che a nessuno venga il dubbio che stiano barando, e che le loro affermazioni non siano supportate da solide evidenze sperimentali!  E dai risultati veniva fuori che lo spostamento medio del baricentro del tipo sottoposto a test era - mettiamo - 13,574866329 cm nel caso in cui avesse addosso il braccialetto, e 14,450036413 cm senza braccialetto.

A questo punto, uno che ha la sfiga di avere una laurea in fisica, la prima cosa che nota in queste misure è il numero impressionante di cifre decimali dopo la virgola, per un valore di una misura espresso in centimetri. NOVE cifre decimali dopo la virgola, per la precisione. Questo vuol dire, secondo le comuni regole del metodo scientifico (che i nostri medici avrebbero dovuto conoscere), che quei valori, espressi in centimetri, erano effettivamente noti fino a nove cifre decimali dopo la virgola. Nove cifre significative dopo la virgola, espresso in centimetri, è un miliardesimo di centimetro, che corrisponde a un decimo di Angstrom.

Il problema sorge se si considera che le dimensioni tipiche di un atomo sono circa 1 Angstrom, cioè 0,00000001 centimetri, ovvero otto cifre decimali dopo la virgola, se esprimiamo la misura in centimetri. Questo vuol dire che i nostri fini sperimentatori sarebbero riusciti a misurare spostamenti medi di un essere umano pari a un decimo delle dimensioni tipiche di un atomo. In pratica stavano lavorando in pieno regime quantistico e non se ne erano accorti!

Che dire? Lascio a voi le conclusioni. Aggiungo solo che le misure in questione sono ad oggi scomparse dalla documentazione "scientifica", e il prodotto nel frattempo ha cambiato nome e adesso è venduto da un'azienda che nel suo logo ha la parola "Quantum", la nuova parola che sdogana qualunque paccottaglia, sperando in questo modo di spacciarla per scientifica. E i gonzi, che non mancano mai, continuano a cascarci.


martedì 30 gennaio 2018

Una domanda agli sciachimisti. Anzi, **LA** domanda.

Se vi è capitato di parlare con uno sciachimista in un incontro ravvicinato del terzo tipo (discussione su Fb), o addirittura del quarto tipo (contatto fisico), sapete che il dialogo è impossibile. A me è capitato (leggi il racconto) e l'esperienza è stata veramente faticosa. Psicologicamente faticosa.

Lo sciachimista è convinto che ci sia un complotto ordito da non ben definiti poteri occulti, che vanno dalla Cia alla Società Dante Alighieri (quella che da bambini a scuola bisognava sempre fare l'offerta), finalizzato a sterminare una bella fetta della popolazione mondiale, e contemporaneamente a causare terremoti, inondazioni e cambiamenti climatici, nonché a farci respirare nanoparticelle e sostanze misteriose con lo scopo di manipolarci-barra-farci ammalare.

Tutto questo è realizzato tramite le scie chimiche, ovvero le scie che gli aerei lasciano nel cielo, che con il loro contenuto assolverebbero a questo scopo. E pensare che io fino a qualche anno fa credevo che fossero le solite scie degli aerei che vedevo anche da bambino, finché ho conosciuto uno del Cicap (che Dio lo fulmini!) che mi ha spiegato che invece sono scie chimiche, e che il Cicap è in prima linea nel perpetrare questo crimine contro l'umanità. Da allora anche io mi sono iscritto al Cicap, e nel tempo libero irroro.

Lo sciachimista è molto attivo nel divulgare le sue convinzioni, e organizza spesso conferenze e eventi pubblici, nei quali chiede chiarimenti e pretende che gli siano date spiegazioni. Spiegazioni che in realtà ci sono già,  dato che innumerevoli fisici, chimici, piloti e meteorologi si sono presi la briga di confutare tutte le loro affermazioni. 

Ma allo sciachimista questo non basta, e quindi continua a porre interrogazioni in parlamento, alle AUSL o nei consigli comunali, chiedendo risposte.

Dalla conoscenza del mondo sciachimista ho imparato una cosa: lo sciachimista insiste nel chiedere risposte, ma qualunque risposta riceve non gli va bene, e non la prende nemmeno in considerazione se va contro la sua convinzione che le scie chimiche esistono. Dice di voler sapere la verità, dice che le istituzioni sono obbligate a dargli una risposta (e per questo fa interpellanze a destra e a manca) ma poi, quando la risposta arriva, non si fida e la rifiuta.




Che già è quantomeno strano, perché se io avessi il dubbio che ci sia in atto un piano per far ammalare me e la mia famiglia e tutti gli altri, quantomeno sarei rassicurato dal sapere che quasi tutti (esclusi gli sciachimisti) affermino che non è vero, e fra questi anche scienziati di vari settori, che non hanno nulla a che fare con lobby e sette segrete. Sarei quantomeno sollevato dal sapere che fisici e chimici di tutto il mondo affermino che mi sto sognando tutto. Magari mi resterebbe il dubbio, ma la cosa sarebbe per lo meno confortante.

Invece lo sciachimista non solo non è rassicurato, ma addirittura, a quel punto, include a parte del complotto tutti quelli che non danno una risposta in linea con le sue paure/convinzioni. E intanto continua a porre domande, interrogazioni, interpellanze pubbliche, per avere risposte. Che a quel punto anche un monaco tibetano perderebbe la pazienza e gli direbbe: "ma allora si può sapere che cazzo vuoi?!?!"

Per fare un esempio comprensibile (allo sciachimista), è come se io fossi convinto di avere un brutto male, e tuttavia ogni medico da me consultato, i migliori specialisti di tutto il mondo, mi dicessero invece che non ho niente. E io a quel punto, invece di rassicurarmi, per tutta risposta includessi tutti questi medici in una megalobby che ha deciso di farmi credere che sono sanissimo quando invece sto per morire.

A questo punto, appurato che è del tutto inutile spiegare a uno sciachimista cosa siano in realtà quelle scie nel cielo usando i criteri del raziocinio, penso che ci sia in realtà una domanda che possa realmente mettere in cortocircuito il nostro Don Chisciotte, o meglio una domanda divisa in due.

Questa:

Che tipo di risposta ti farebbe stare tranquillo, e da chi vorresti questa risposta? Ovvero di chi ti fideresti?
Sciachimisti, adesso tocca a voi. Rispondete a queste due domande, per favore. Può sembrare una provocazione, ma sono realmente curioso di sapere la vostra risposta. Non voglio sbrodolate sui poteri occulti, però. Siate sintetici e fatemi capire. E se ce la fate, niente maiuscolo, e punti esclamativi con moderazione, grazie.


martedì 16 gennaio 2018

Un generatore casuale di discorsi di Zichichi

Ho letto di recente un articolo di Zichichi. Lo confesso, ci sono cascato. Era da un po' che non lo facevo più, perché ormai da molti anni Zichichi è diventato l'imitazione di se stesso. Non si capisce più se è Crozza a imitare Zichichi o il contrario. I suoi discorsi infatti sono sempre uguali, e indipendentemente dall'argomento trattato spaziano su tutto il campionario che gli è caro. Sospetto che gli abbiano impiantato un microchip con un software che genera frasi di Zichichi in modo casuale, qualunque sia la domanda iniziale.

Ecco quindi un prontuario per generare il vostro discorso di Zichichi personale. Si chiama: "You can be Zichichi just for one day".  Il risultato - garantito! - sarà indistinguibile da quello vero. L'argomento iniziale, quello di partenza, come dicevamo prima, è del tutto indifferente, che si stia parlando dell'evoluzione umana, dei cambiamenti climatici o della ricetta della pastiera, non cambia niente.



Cominciamo.

Innanzitutto l'elogio a Galileo Galilei non deve mai mancare. Meglio metterlo subito, nelle prime righe, così non ci si pensa più. Ma mi raccomando mai chiamarlo solo Galileo, perché il Nostro, come ebbe a scrivere in uno dei suoi libri, se ne ha a male. Per Michelangelo, Raffaello o Napoleone si può fare, ma per Galilei no. Eventualmente si può anche citare Enrico Fermi, che deve essere però chiamato in causa in quanto seguace di Galilei. La menzione alla scienza "galileiana", di cui "colui che scrive" è il degno erede, a quel punto è automatica.

Il Supermondo, da non confondere con la Supercazzola. Tutti i fisici del globo lo chiamano Supersimmetria, una teoria sviluppata ormai più di 30 anni fa, alla quale i fisici, dopo l'entusiasmo nel pensare di avere trovato "LA" teoria, credono oggi sempre meno, perché proprio non se ne trova traccia negli esperimenti. Il Nostro, per distinguersi, lo chiama Supermondo, e ne parla come se fosse una cosa certa, e soprattutto una cosa sua.  Invece Zichichi non l'ha neanche lontanamente inventata, ma non solo, i suoi contributi allo sviluppo della teoria della Supersimmetria sono compatibili con zero entro svariate cifre decimali. Però battezzandolo con un nome apposta sembra che sia un parto della sua mente. E poi Supersimmetria sa di tecnicaglia, mentre Supermondo è tutta un'altra cosa. Quando lo senti ti viene da dire: mecojoni! Nel discorso si può eventualmente inserire una frase del tipo: "scusate, adesso devo andare in laboratorio a ricercare il Supermondo", con la stessa nonchalance con cui si direbbe "scusate, ma mi si scuoce la pasta".

Le dimensioni della natura. Non più le solite quattro stantie, tre per lo spazio e una per il tempo, che già dire spazio-tempo farebbe figo a sufficienza per il lettore medio. No, le dimensioni dello spazio(tempo?) sono 43 o anche di più, dipende dall'estro del momento. Il numero varia di volta in volta, e non deve comunque mai essere minore di una ventina, altrimenti si scade nel banale. La scelta può eventualmente avvenire tramite generatore random. In alternativa, se non ci si vuole avventurare nelle dimensioni dello spazio-tempo,  si può definire un elenco di qualcosa spacciandolo come se fosse una decisione acclarata dalla comunità mondiale degli scienziati, e che abbia un numero ben preciso di elementi: ad esempio le 72 emergenze planetarie, le 46 equazioni che regolano il mondo, i 29 parametri fondamentali, i settantottomila milioni di miliardi di particelle per secondo che attraversano in questo istante il capo di una rondine, e cose del genere. Il tutto in modo che chi legge dica dentro di sé "ellamadonna!" anche senza avere capito nulla. O meglio, proprio perché non ha capito nulla.

L'Hiroshima culturale. Al nostro uomo, come per il Supermondo, piace usare certi termini da lui inventati, e ripeterli in modo compulsivo qualunque sia l'argomento di discussione. Li battezza e poi li piazza in mezzo ai discorsi a ogni occasione. L'Hiroshima culturale è la moda del momento, e si adatta per tutto quello che secondo Lui va contro il suo punto di vista. I cambiamenti climatici, l'evoluzione della specie, le melanzane grigliate nella parmigiana sono esempi lampanti di Hiroshima culturale. Anche i discorsi di Zichichi ci rientrerebbero a pieno titolo.

Scoperte e invenzioni. Per il nostro eroe gli scienziati si possono chiamare tali solo se hanno fatto scoperte e invenzioni. Tutti gli altri sono solo delle mezze seghe. Ovviamente senza definire cosa siano le scoperte e soprattutto le invenzioni. Ad esempio Melliconi, quello del guscio, si può definire scienziato? D'altra parte ha fatto un'invenzione che ha salvato decine di milioni di telecomandi da morte prematura. Una visione ben strana della scienza, comunque, soprattutto da parte di uno che si definisce scienziato (e lo è effettivamente stato) e che dovrebbe essere ben consapevole che la scienza procede oggi tramite piccoli tasselli, piccole scoperte, indizi, ipotesi e verifiche, risultato spesso del lavoro di centinaia o addirittura migliaia di scienziati (ebbene sì) e le scoperte, che comunque normalmente avvengono dopo anni e anni di lavoro, difficilmente sono imputabili a singoli individui. Le invenzioni poi... per favore!

I seminari di Erice. Qualunque sia l'argomento, bisogna menzionare i seminari di Erice sul disarmo. Che si parli dei migranti o dei ristoranti cinesi che all'improvviso si trasformano in giapponesi, in qualche modo a Erice ne avevano già discusso in tempi non sospetti.  A sentire il Nostro senza Erice avremmo rischiato la guerra atomica, e la panna nella carbonara sarebbe oggi una pratica tristemente diffusa.

Scienziati. In un discorso alla Zichichi che si rispetti occorre menzionare ogni tanto qualche scienziato a caso, meglio se poco noto al grande pubblico di non esperti. I famosi Benjamin e Iacovat di Crozza, insomma. Meglio ancora mettendo accanto le parole "il mio amico". Ad esempio: "una volta ero con i miei amici Schwinger e Tomonaga in un ascensore in caduta libera..."

Ostentare amicizia con fisici famosi, e citarne i detti. In alternativa vanno bene anche i pontefici. Del tipo "come diceva sempre il mio amico Pauli verso le cinque di pomeriggio: ragazzi, anche per oggi mi sono guadagnato la pagnotta", oppure "mi ricordo una sera che Woytila, dopo il quarto mojito, mi prese sotto braccio e mi disse: Nino... ma perché invece di cercare questo Supermondo non ti metti a cercare un lavoro vero?"

Formule. Menzionare qualche formula a caso inventata da qualche scienziato scelto a caso, purché impressioni. Anche la legge di Ohm va bene, se presentata come la legge di Swirdmur-Jaroslaw-Ohm. Se poi, metti caso, ci si fa intervistare in tv, bisogna avere alle spalle una lavagna con qualche formula di quelle che fanno colpo. Le formule di prostaferesi sono perfette.

La colla nucleare e la colla elettromagnetica. Tanto per capirci, il Pritt è una banale colla elettromagnetica, volgarmente detta colla, mentre la colla nucleare, termine molto caro al Nostro, è la forza che tiene assieme i protoni e i neutroni nel nucleo atomico. Un argomento perfetto di discussione a cena se non si vuole più essere invitati dagli amici. In alternativa si può anche parlare di fuoco elettromagnetico contro fuoco nucleare, un colossal tipo King Kong contro Gozzilla.

E' tutto elettromagnetismo applicato! Questa è fantastica. Quando atterrò il primo Shuttle, e tutte le reti tv chiamarono un esperto di astronautica per avere un commento autorevole, Rai1 per strafare chiamò Zichichi. In studio c'era Bruno Vespa. Mentre lo Shuttle stava atterrando, e su tutte le altre reti i vari (e veri!) esperti di astronautica commentavano con cognizione di causa, Vespa su Rai1 chiese a Zichichi cosa provasse in quel momento storico. E Zeta rispose con fare annoiato: "Mah... è tutto elettromagnetismo applicato!".  Aggiungendo poi che alla fine questi Shuttle che vanno nello spazio sono tutte banalità, non c'è niente di così speciale, e invece le cose interessanti e degne di essere studiate sono quelle che stava studiando lui nei suoi esperimenti. E mentre lo Shuttle atterrava, e su tutte le altre reti si commentava il momento storico del primo veicolo spaziale riutilizzabile, su Rai1 Zichichi parlava degli esperimenti per rompere il protone, facendo crollare l'audience ai livelli di Oggi a Parlamento.

Perché un piatto di spaghetti non esplode. Il dubbio di ognuno di noi all'ora di cena, e un Suo cavallo di battaglia per decenni, con il quale ha terrorizzato milioni di famiglie, instillando loro l'angoscia che l'amatriciana possa deflagrare facendo una strage. Appurato che non ha a che fare col condimento, e nemmeno con la cottura (se ti scappa un minuto sul fuoco pare che non si rischi niente), sembra che il problema si risolva comunque definitivamente usando la pasta corta. Da qui il boom di calamarata, rotelle e altre paste che fino a qualche anno fa erano considerate contro natura. Sembra che Al Quaeda stia sperimentando con le trenette nei campi di addestramento in Afghanistan.

Usare termini speciali per cose che hanno già un loro nome. Dopo il Supermondo e la colla nucleare e il relativo fuoco, ultimamente va molto di moda l'oceano globale per dire il mare.

Infilarci sempre dentro "colui che ha fatto il mondo" oppure "la logica delle cose", insomma, Dio.

Mettere il pronome "io" almeno una sessantina di volte, anche correndo il rischio di appesantire il discorso. Va bene anche da solo nella frase, tipo "Io." In alternativa, per evitare ripetizioni, su può usare l'espressione "Colui che scrive", che per il momento non coincide con Colui che ha fatto il mondo.

Far fare a Galileo qualcosa che non si è mai sognato di fare. Il nostro eroe idolatra talmente tanto il famoso pisano da affibbiargli scoperte che erano ben al di là della sua portata, tipo la scoperta della conservazione della quantità di moto, che ha schiaffato in un suo libro su Galileo (pardon, Galilei!) mentre questi all'epoca non aveva proprio la minima idea di cosa fosse la quantità di moto. Con tutto il rispetto, va bene che aveva inventato la scienza, ma non ha fatto tutto lui!

Aumentare a caso l'energia e il diametro di Eloisatron, il mega acceleratore del futuro che esiste solo nella testa di Zichichi. Un giorno ha un diametro di 300 chilometri, il giorno dopo di 700, e un'energia di 200 o 1000 TeV, secondo l'estro del momento (i valori vengono sorteggiati in genere assieme al numero di dimensioni dello spazio-tempo). Gli ultimi progetti lo prevedono posizionato di taglio nel centro di Trapani, tipo ruota del luna park, e visibile anche da Oslo quando non c'è foschia. Già che ci siamo, nel tunnel ci si farà anche l'aquafan più grande del mondo, orientato in modo da poter ricevere i neutrini che scappano dal Gran Sasso.

domenica 7 gennaio 2018

Ultime tendenze 2.0: i troll sulla teoria della relatività.

I troll sono personaggi del nuovo millennio, nati con il web e i social network.  Secondo il dizionario Treccani, un troll è, cito testualmente:  "Nel gergo della Rete, chi interviene all'interno di una comunità virtuale in modo provocatorio, offensivo o insensato, al solo scopo di disturbare le normali interazioni tra gli utenti." Questi personaggi, nelle discussioni in rete, pullulano.

I troll sono, in pratica, quelli che, se cerchi di parlare seriamente di un argomento, intervengono scrivendo: "e allora la Boldrini? Che ha il cognato del suocero che è disoccupato e prende 4000 euro di stipendio?". Quelli che se poi provi a spiegargli che è una bufala, nel tempo che impieghi a scrivere due righe loro ti postano una dozzina di link tratti da "noncelodiconomaèverissimo.org".

Comunque, che coi social network dovessero nascere prima o poi anche queste nuove tipologie di esseri umani, era quasi scontato. Anzi, questa gente esisteva già. Nelle discussioni, a memoria d'uomo, c'è sempre stato il rompicoglioni, il disturbatore, quello che interviene a sproposito, e il web ha fatto solo da cassa di risonanza alle loro scemenze. Come diceva Umberto Eco, una volta restavano confinati tra le pareti del bar, adesso sono diventati "world wide".

La cosa che però veramente stupisce sono gli argomenti su cui intervengono i nuovo troll. Perché anche il troll è in evoluzione.

L'antesignano del troll, quello del bar, interveniva su argomenti di sport o di politica, e anche i primi troll del web in genere parlavano di questi argomenti, o al limite di problemi di impatto sociale, tipo immigrazione, pensioni, governi, e leggi varie. Vabbè, ci sta. Non c'è niente di strano, perché tutto sommato sono argomenti coi quali conviviamo, e quindi non stupisce che ci sia anche gente che, senza capirne niente, senza aver mai letto un giornale ma avendo solo parlato con l'amico che ha sentito da un amico che ha un cugino..., sparli a casaccio tanto per fare confusione, perché non approva le tesi sostenute nella discussione.

Perché il punto importante è questo: il troll è uno che dice cose senza né capo né coda per disturbare la discussione, ma la motivazione che lo spinge a fare questo è l'essere in disaccordo con quello che si dice sull'argomento. Fare casino è il suo modio di dissentire.

Col tempo, però, i troll si sono cimentati anche con argomenti scientifici o pseudo tali. E li già la cosa si fa più seria, perché discutere di vaccini o anche solo di scie degli aerei implica comunque avere un minimo di competenze di chimica, di fisica, o di medicina, se non si vuole fare la figura del pirla totale. Se ad esempio non ti ricordi se è la milza che sta a sinistra e il fegato a destra o il contrario, dovresti avere un minimo di pudore a sciorinare dati epidemiologici sulla difterite che hai letto, se va bene, sull'inserto salute di Burda taglie forti (che è comunque certamente più autorevole delle fonti tipiche del troll in campo medico).

Però, a guardar bene, anche in questo caso gli argomenti in cui il troll si cimenta sono pur sempre di interesse comune. Sono argomenti che toccano tutti. I vaccini, le cure per il cancro, o per la sciatica, non sono problemi che riguardano solo gli specialisti, ma in qualche modo coinvolgono qualunque cittadino, direttamente o indirettamente, e anche una scia di aereo è qualcosa che, bene o male, tutti hanno visto. E quindi non stupisce più di tanto che in una discussione arrivi uno che si sente coinvolto dall'argomento e, pur confondendo virus con batteri, spari a caso sui vaccini. Se è convinto che i vaccini facciano male, e che ci sia un complotto delle cause farmaceutiche ai danni della popolazione, è un comportamento che tutto sommato ti aspetti.

La cosa invece veramente stupefacente è la nuova tendenza del web 2.0: il troll in fisica moderna. Cioè il troll su una materia non solo iperspecialistica, ma che tocca anche argomenti che sono lontani anni luce dall'interesse e dal vissuto comune. Trollare sulla teoria della relatività, sulla struttura dello spazio-tempo, sulla teoria delle stringhe, oppure - altro argomento che scatena gli imparati della rete - la meccanica quantistica, l'entranglement e le funzioni d'onda, è il nuovo must del web.

Tutta roba che fino a qualche anno fa era nota solo agli specialisti. Roba che era considerata dal grande pubblico qualcosa di incomprensibile se non eri un genio. Adesso invece, in gruppi Facebook su argomenti scientifici anche molto specialistici (ad esempio il gruppo "Meccanica quantistica - gruppo serio"), ti ritrovi un'invasione di troll che straparla su ogni argomento.

Che ti viene da chiederti: okay, capisco che uno si incazzi sui vaccini perché crede che facciano male, e quindi si metta a cercare notizie su siti a caso, pur senza capirci nulla, e riporti notizie inventate da incompetenti come se fossero vere. Se è la rabbia a muoverlo, se è convinto che sotto ci sia un complotto per farci star male, capisco che ci possa essere gente che sbavi rabbiosa su un argomento del genere.

Ma sulla teoria della relatività? Cosa spinge un essere umano che non sa nulla di fisica, che di mestiere fa tutt'altro, a incazzarsi come una pantera schiumando rabbia perché secondo lui la teoria della relatività è sbagliata? Cosa gli cambierebbe se le trasformazioni di Lorentz non fossero giuste? Che sconvolgimento avrebbe la sua vita se gli orologi non rallentassero in presenza di un campo gravitazionale, o se l'etere invece esistesse? E per quale motivo la potentissima lobby degli scienziati avrebbe ordito questo complotto?

Questa io la trovo una cosa incredibile. Una volta esisteva il timore reverenziale di fronte a libri pieni zeppi di formule dall'aspetto incomprensibile. Una volta (sbagliando) si diceva: "ah, è un genio, studia fisica!". Una volta a nessuno sarebbe fregato niente della somma delle velocità o della contrazione delle lunghezze. Te la immagini una cena fra amici con uno che salta su e dice: "ragazzi, basta parlare di figa, discutiamo invece dell'esperimento di Michelson-Morley!"

Adesso invece corri il rischio che se ti alzi su una sedia in pizzeria e gridi: "io sono contrario al redshift gravitazionale!" trovi qualche sostenitore in sala. Adesso ti ritrovi gente che non saprebbe scrivere la formula della velocità dato lo spazio percorso e il tempo impiegato, che ti discute tranquillamente di orizzonte degli eventi, di contrazione spazio-temporale, di entanglement fra elettroni, dicendo frasi assolutamente a caso, e accusandoti di essere schiavo del potere che impone la teoria della relatività o la meccanica quantistica. Adesso sui forum a tema scientifico basta che qualcuno metta un post che solo menzioni la velocità della luce e ti ritrovi subito gente che comincia a sbavare come il cane di Pavlov, perché secondo loro la storia che la velocità della luce è una costante non ha senso.

E poi quello che più di tutte eccita il troll di fisica è la parola "tempo".

Basta che uno menzioni il concetto di tempo e vengono fuori dalle prese adsl orde di troll, che citando Tesla si scatenano con le teorie più astruse, demenziali, e prive di qualunque costrutto, facendo mescoloni inenarrabili di ricordi delle scuole superiori e letture di Focus. Se in una discussione salta fuori lo spazio-tempo, col trattino, il troll del web lo devi sedare col Penthotal per tenerlo buono.

La domanda di tendenza di questo autunno-inverno è se esiste il tempo, e la conclusione molto trendy, da abbinare alla vibrazione universale, è che il tempo non esiste. Senza nemmeno chiedersi se la domanda stessa abbia un significato scientifico (non ce l'ha!) e senza chiedersi innanzitutto cosa significhi, dal punto di vista scientifico, dire che una cosa "esiste", si scatenano discussioni incredibili su questo argomento.

Non so, forse sono ritardatari di natura, o sono dello staff di Trenitalia, e stanno cercando di trovare una giustificazione nella scienza a questo loro difetto congenito. Sta di fatto che, per il troll del web, dimostrare che il tempo non esiste è al momento un sogno ancor più che una notte di sesso con una pornostar.  La colpa, bisogna dirlo, è anche di Carlo Rovelli - che dio lo fulmini - che con la sua smania di flirtare con la filosofia de noantri scrive libri che la gente poi legge e crede di capire a fondo, sentendosi quindi  autorizzata a sparare cazzate a gogò.



E' incredibile, vero? Dalle litigate sui rigori non concessi si è passato alle discussioni incazzose sui vaccini, fino a insultarsi sul concetto di tempo! Ditemi poi se il web non ha cambiato il mondo! E' una cosa che nemmeno ai più geniali scrittori di fantascienza sarebbe mai venuta in mente.

venerdì 15 dicembre 2017

Più veloce della luce? A volte accade...

Superare la velocità della luce. 


La velocità della luce è la velocità limite. Nessuna informazione può propagarsi più velocemente. E' una cosa che sappiamo dai libri di scuola, e che è supportata da un'infinità di prove sperimentali, nonostante certi non se ne facciano una ragione, e ogni tanto qualcuno affermi di aver trovato il modo di aggirare questa decisione della natura.

Tuttavia in certi casi è effettivamente possibile superare la velocità della luce.

Prima che ai Talebani della divulgazione scientifica venga un ictus, specifico subito che questo è possibile in quelle situazioni in cui la luce è obbligata ad andare più lenta che nel vuoto. Nel vuoto non la batte nessuno, e il famoso c (299 792 458 m/s) è effettivamente una velocità non raggiungibile da alcun corpo dotato di massa a riposo diversa da zero.

Però se non si è nel vuoto le cose cambiano. Se è costretta a propagarsi in un mezzo diverso dal vuoto, ad esempio attraverso un pezzo di vetro o nell'acqua, la luce è costretta ad interagire con gli atomi che compongono il mezzo in cui cerca di propagarsi. Il motivo è che i fotoni, che costituiscono un fascio di luce, sono particelle che "sentono" le cariche elettriche presenti nell materia, negli atomi e nelle molecole, e questa loro caratteristica li obbliga a prestare attenzione alla presenza degli atomi e delle molecole lungo il loro passaggio all'interno della materia.

Il risultato è che la propagazione di un raggio di luce all'interno di un materiale è in realtà un continuo susseguirsi di interazioni dei fotoni con gli atomi del materiale stesso. Interazioni in cui i fotoni vengono continuamente assorbiti e riemessi, diffusi e deviati. Tutto questo fa perdere loro tempo rispetto a quello che farebbero se fossero nel vuoto, senza atomi rompiscatole in giro.

Il risultato è quindi che la luce, quando attraversa un mezzo diverso dal vuoto, va un po' più piano rispetto al valore di c, la velocità della luce nel vuoto. Di quanto va più piano - a questo punto è facile intuirlo - dipende dalla densità e dalla composizione del mezzo.

Ad esempio nell'aria la luce va più lenta che nel vuoto solo dello 0.03%, veramente una sciocchezza. Però le cose cambiano in altri mezzi di propagazione più densi. Nell'acqua, ad esempio, la luce va il 30% più lenta che nel vuoto, mentre nel vetro la sua velocità diminuisce del 50-60%. Nel diamante è addirittura quasi 2 volte e mezzo più lenta. Il diamante, sebbene trasparente, è un potentissimo rallentatore della luce!

Questa capacità dei materiali di rallentare la propagazione della luce si definisce tramite l'indice di rifrazione. L'indice di rifrazione di un materiale è il rapporto tra la velocità della luce nel vuoto rispetto alla velocità in quel materiale. 

L'indice di rifrazione può dipendere in generale anche dalla frequenza della luce stessa. Questo si traduce in un fenomeno che si chiama dispersione, cioè il fatto che un raggio di luce bianco (se consideriamo la luce visibile), nell'attraversare un mezzo, viene rifratto e si sparpaglia a seconda delle sue frequenze (i suoi colori), che viaggiano all'interno del materiale a velocità diverse. Il famoso prisma di The Dark Side of the Moon è il risultato di questa proprietà dell luce.


Tutto questo preambolo è per dire che in certe situazioni è quindi possibile rallentare la luce, mandandola attraverso un mezzo diverso dal vuoto. E in queste situazioni può accadere che una particella, nello stesso mezzo in cui la luce viaggia rallentata, possa muoversi a velocità superiori a quella della luce in quel mezzo.

Questo può accadere con particelle subatomiche di energie sufficientemente alte. In queste situazioni, all'interno di un mezzo diverso dal vuoto, queste particelle possono andare più veloce della luce in quel mezzo. 

Quando questo accade si verifica un fenomeno particolare, che si chiama effetto Cerenkov, in onore del fisico russo (sovietico) Pavel Alekseevic Cerenkov, premio Nobel nel 1958 per i suoi studi su questo fenomeno. 

In pratica una particella carica che si muove in un mezzo, mettiamo un elettrone in acqua, influenza con la sua carica elettrica gli atomi del mezzo, polarizzandoli lungo il suo passaggio, ovvero creando tanti piccoli momenti di dipolo.

Se la particella si muovesse più lentamente della luce in quel mezzo, il suo campo elettromagnetico (che si propaga alla velocità della luce) circonderebbe la particella stessa in tutte le direzioni, provocando oscillazioni dei dipoli elettrici indotti come se fossero delle molle oscillanti. Se invece la particella viaggia più veloce della luce nel mezzo, e quindi anche più veloce del campo elettromagnetico prodotto dalla particella stessa in moto, il suo campo raggiungerà gli atomi del materiale simultaneamente lungo un unico fronte d'onda, e i dipoli che si producono lungo tutto il percorso della particella si rilasseranno quindi tutti coerentemente, e la luce che emetteranno si sommerà in un fronte d'onda unico. Maggiori dettagli si possono trovare qui.

Il risultato è un fronte d'onda conico, del tutto simile a quello che si produce quando un aereo supera la velocità del suono nell'aria, che è il mezzo in cui si muove, sebbene nel caso dell'aereo la causa non è la polarizzazione del mezzo dovuta al campo elettromagnetico, ma la compressione dell'aria. Anche in quel caso, tuttavia, il fronte dell'aria compressa si traduce in un cono che si muove attorno all'aereo, e che assume la forma tipica come nella fotografia qua sotto.


L'onda d'urto a forma di cono prodotta da un aereo quando supera la velocità del suono.

L'apertura del cono di luce Cerenkov dipende della velocità della particella nel mezzo, e può essere utilizzato per determinarne il suo valore negli esperimenti di fisica delle particelle. Nella pratica i rivelatori Cerenkov sono da anni utilizzati per l'identificazione delle particelle negli esperimenti con gli acceleratori o con i raggi cosmici.

La luce Cerenkov può essere facilmente osservata in particolari condizioni. Ad esempio essa è emessa in abbondanza nell'acqua di raffreddamento dei reattori nucleari. Gli elettroni emessi dal materiale radioattivo del reattore, infatti, quando si trovano ad attraversare il contenitore di acqua, viaggiano più veloce della luce al suo interno. Il risultato è che il reattore brilla di luce azzurra prodotta dall'effetto Cerenkov, come nella foto qua sotto.

La luce Cerenkov prodotta dagli elettroni emessi da un reattore nucleare al loro passaggio nell'acqua di raffreddamento del reattore.

Anche le particelle dei raggi cosmici che provengono dallo spazio possono emettere luce Cerenkov quando attraversano l'atmosfera terrestre. Infatti, sebbene la luce in aria viaggi quasi alla velocità massima possibile (solo lo 0,02% in meno), certi raggi cosmici hanno un'energia così elevata da poter andare più veloci della luce nell'atmosfera. Non arriveranno mai alla velocità della luce nel vuoto, ma possono superare quella della luce nell'atmosfera. Il risultato è che quando interagiranno con i nuclei degli atomi che la compongono, daranno origine a particelle secondarie che a loro volta viaggeranno a velocità prossime a quelle della luce, e comunque superiore alla velocità della luce nell'atmosfera,

Il risultato anche in questo caso è un cono di luce Cerenkov emesso lungo la loro traiettoria. Questa luce può essere rivelata da appositi "telescopi Cerenkov", strumenti posti tipicamente in alta quota, dove l'aria è pulita e priva di smog, in luoghi lontani da luci estranee. Un esempio sono i due telescopi Cerenkov di 17 metri di diametro dell'esperimento MAGIC (Major Atmospheric Gamma Imaging Cerenkov), localizzati all' isola di Las Palmas, alle isole Canarie, per lo studio dei raggi cosmici. Oppure, nel futuro, il progetto Cerenkov Telescope Array (fonte), un insieme di più di 100 telescopi Cerenkov sparsi per il mondo per studiare l'universo.



mercoledì 29 novembre 2017

L'emblema del Medioevo 2.0

La recente vicenda che ha coinvolto l'esperimento Sox in preparazione ai Laboratori di fisica del Gran Sasso è l'emblema del Medioevo 2.0 che avanza.

Tutto origina dal programma televisivo Le Iene, che ha dedicato un servizio (vedi qui il servizio) sull'esperimento Sox, in preparazione da anni nei Laboratori Nazionali dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare del Gran Sasso, denunciando il fatto che l'esperimento avrebbe intenzione di effettuare una pericolosissima reazione nucleare all'interno dei laboratori. Tale reazione nucleare, secondo Le Iene, potrebbe provocare danni terribili nel caso in cui ci fossero infiltrazioni nelle acque distribuite alla popolazione, che vengono captate nella zona dei laboratori o comunque sotto la montagna (caso tutt'altro che ipotetico, secondo le Iene). Si parla di immani quantità di materiale radioattivo, e si paventa un rischio simile a quello di Chernobyl o Fukushima.


Si dice nel servizio che l'esperimento si stava svolgendo in segreto. Nella realtà aveva ottenuto già tutte le autorizzazioni da tutte le autorità pubbliche competenti: (fonte): una autorizzazione ministeriale con parere favorevole di Ministero della Salute, Ministero dell’Ambiente, Ministero del Lavoro, Ministero dell’Interno (Protezione Civile), Ministero dello Sviluppo Economico e di ISPRA, in coordinazione con le Prefetture dell’Aquila e di Teramo. Tutto segretissimo quindi!

Non voglio entrare nel merito di tutte le sciocchezze inanellate da Le Iene in quei 10 minuti. I dettagli su cosa sia l'esperimento Sox si possono trovare qui (una pagina segretissima sbadatamente messa in rete nel sito pubblico dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare molto prima del servizio tv) oppure in questa intervista a Marco Pallavicini, ricercatore responsabile dell'esperimento in questione, o infine in questo dettagliato comunicato stampa emesso dall'INFN in risposta al programma tv.

Ricordo solo che Le Iene non sono un programma di inchiesta giornalistica, ma mirano esclusivamente all'audience, scovando argomenti nazionalpopolari che smuovono le pance. Ricordo che le Iene sono talmente un programma di inchiesta e hanno talmente a cuore la corretta informazione che hanno dedicato una ventina di puntate al caso Stamina, santificando il suo promulgatore Davide Vannoni e proponendolo al pubblico come il difensore dei diritti dei malati, osteggiato dalla scienza, quando era chiaro a chiunque che Vannoni incarnava alla perfezione il ciarlatano tipo, avendone tutte, ma proprio tutte, le caratteristiche tipiche. Qualunque essere umano appena smaliziato e con un sano spirito critico se ne sarebbe accorto all'istante, ma Le Iene, con il loro coraggioso giornalismo di inchiesta, non ci hanno fatto caso, o hanno preferito non faci caso. Le iene sono quel programma che dopo aver glorificato Vannoni, quando questo poi è finito in carcere per truffa, si sono giustificate dicendo che la loro unica colpa era stata di appassionarsi ai casi di malattie gravi (fonte). Venti puntate, mica una.

Comunque, a seguito del servizio de Le Iene sull'esperimento Sox, nel giro di due giorni una mozione del M5S viene approvata all'unanimità dalla Regione Abruzzo (fonte). Nella mozione si chiede la sospensione immediata dell'esperimento Sox a causa dei gravi rischi per la salute e per la sicurezza che esso comporterebbe. Il consigliere del M5S Riccardo Mercante esulta e dichiara: "L’esperimento radioattivo deve essere immediatamente bloccato revocando qualunque tipo di autorizzazione data in precedenza." (fonte).

La senatrice Elena Fattori, sempre del M5S, si compiace del fatto, ammettendo candidamente allo stesso tempo di non sapere nulla dell'esperimento Sox (leggi qui). Della serie, non ci capisco niente ma essendo uno dei miei sicuramente ha fatto bene.

Qual è il problema in tutto questo? Il solito. Le decisioni, anche quelle importanti, si prendono a pelle. E passi che lo faccia un cittadino qualunque senza alcuna responsabilità pubblica (anche se ognuno di noi ha comunque una responsabilità verso gli altri), ma la cosa grave è quando questa attitudine diventa comune in chi ha il ruolo di decidere per la collettività.

Non c'è più bisogno di essere esperti, bastano un paio di parole chiave da spiattellare al grande pubblico. In questo caso ne basta una: nucleare. E' bastato maventare il termine nucleare e la ragione è stata subito messa in soffitta. Nessuno, da Le Iene ai consiglieri della regione Abruzzo a Elena fattori si è sentito in dovere di chiedere all'esperimento Sox come stavano veramente le cose. Nessuno di quelli che hanno decretato il blocco dell'esperimento si è preso la briga di contattare Marco Pallavicini, responsabile dell'esperimento, per saperne di più. E' bastato il servizio di un programma come Le Iene per sapere già dove stava la verità.

Se lo avessero fatto, invece, avrebbero scoperto questo.

E comunque, indipendentemente dalla decisione presa, è semplicemente vergognoso che un politico prenda le decisioni in questo modo, su argomenti sui quali è completamente incompetente.

Se si fossero informati avrebbero scoperto che non esiste alcun reattore nucleare nell'esperimento Sox, non c'è e non ci sarà mai nessuna reazione nucleare, e nessuna immane quantità di materiale radioattivo come Chernobyl o Fukushima, ma 40 grammi di polvere radioattiva rinchiusi in un contenitore stagno di acciaio internamente, e di 2 tonnellate di tungsteno all'esterno. Avrebbero scoperto che il solo paragonare Chernobyl e Fukushima all'esperimento Sox è completamente privo di senso. Avrebbero scoperto che solo un ignorante in materia può pensarlo. Avrebbero perfino scoperto che l'esperimento Sox si basa interamente su fatto che nulla fuoriesca dal contenitore esclusi i neutrini, particelle capaci di attraversare la terra senza intragire in alcun modo, e che continuamente ci attraversano proveniendo dal sole e dalle stelle.

Avrebbero scoperto anche che un reattore nucleare e una sorgente radioattiva sono due cose diverse. Avrebbero scoperto che la potenza dell'esperimento Sox è quella di un ferro da stiro, cioè mille Watt, contro le decine di milioni fino al miliardo di Watt di un reattore nucleare. Avrebbero scoperto che gli ospedali sono pieni di sorgenti radioattive. Avrebbero scoperto che quando si sta in sala d'attesa per una tac o una scintigrafia, nella stanza accanto ci sono importanti sorgenti radioattive. Avrebbero scoperto che un viaggio in aereo da qui a New York fa assorbire una quantità di radiazioni pari a quella che uno assorbirebbe passando un' intera giornata a Chernobyl oggi (fonte, fonte). Avrebbero scoperto che una vacanza alle terme, belli ricoperti di fanghi ci fa assorbire una dose di radioattività enormemente più alta di quella che si assumerebbe stando un mese seduti sopra la sorgente radioattiva di Cerio 144 chiusa nel suo contenitore di Tungsteno (ebbene sì, i fanghi termali in genere sono radioattivi!!!). Per non parlare di Orvieto e la zona circostante, che è tra le dieci città più radioattive al mondo (fonte) a causa del tufo e delle rocce della zona, con una radioattività che è decisamente più alta di quella che si ha oggi nella zona di Chernobyl. Scommetto che nessuno di loro si sognerebbe mai di andare a visitare Chernobyl, ma non si farebbero problemi ad andare a mangiare i pici a Sferracavallo.

Avrebbero scoperto poi che il Laboratorio del Gran Sasso è costruito sotto terra non per proteggere chi sta fuori dalle radiazioni che potrebbero uscirne, ma per proteggere gli esperimenti che stanno dentro dalle radiazioni che vengono da fuori! Avrebbero scoperto che gli esperimenti del Gran Sasso temono le radiazioni molto più dei consiglieri della regione Abruzzo, perché le radiazioni renderebbero impossibile effettuare gli esperimenti stessi. E' per questo che ci si va a infilare sottoterra: per stare alla larga dalle radiazioni (e forse anche dagli imbecilli).

Il nuovo Medioevo 2.0 è la convinzione che basti qualche click per diventare competenti su tutto in un attimo. Dai vaccini alla cura per la Sla o per il cancro, dall'autismo alla Xylella che uccide gli ulivi in Puglia, dagli Ogm alle coltivazioni di quinoa "che fa tanto bene" (ma lascia i campesinos Boliviani senza il loro cibo! - fonte e fonte), dai terremoti fino all'esperimento Sox, basta una trasmissione tv, un sito web qualunque, uno disk-jokey nazional popolare, un Celentano che fa proclami strappacuore, un sedicente scienziato che nella vita fa tutt'altro o qualcuno che su facebook ha tanti likes, per smuovere le masse e far prendere decisioni che in realtà sono prese assolutamente e completamente alla cazzo di cane. Per i consiglieri della Regione Abruzzo sono bastati 10 minuti di una trasmissione di intrattenimento televisivo per diventare esperti di radiazioni e decidere che un esperimento scientifico al quale lavorano da anni scienziati da tutto il mondo andava chiuso. Il nuovo Medioevo 2.0 è l'ignoranza che si trasforma in presunzione, che ti convince di saper decidere con competenza su cose sulle quali invece non sai nulla.



E volete un altro esempio emblematico di questo imbarbarimento culturale, di questo ottenebramento collettivo della ragione, di questa incapacità di distinguere il vero dalla panzana colossale, di questa presunzione che ti fa credere di capire al volo un esperimento di fisica sui neutrini quando nella vita di tutti i giorni una proporzione è un enigma irrisolvibile? Eccolo. Un articolo che potrebbe far sorridere, che potrebbe sembrare folklore, se non fosse un così chiaro indicatore della stupidità che dilaga. Sul tema attualissimo della siccità il quotidiano Il Tirreno chi ti intervista? Un geologo? Un esperto di falde acquifere? Macché! Il Tirreno intervista un rabdomante!  Un docente della "Libera università degli studi esoterici di Lecce", dice l'articolo. Che se avesse scritto "libera università de 'sto cazzo" il significato sarebbe stato identico.

P.S. Gli storici ci dicono che il Medioevo, quello vero, era un periodo molto più illuminato di quello che i luoghi comuni ci tramandano.